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Negli ultimi vent’anni, in Italia così come in Europa, si sta assistendo ad un risveglio della società civile organizzata e allo sviluppo del Terzo Settore, a seguito di importanti processi di trasformazione sociale, politica e culturale. La crisi del welfare state, infatti, ha costretto gli Stati e le società dei Paesi economicamente avanzati a rivedere priorità e modalità di erogazione dei servizi sociali. Con la crisi infatti è cresciuto il disagio sociale, aumentata proporzionalmente la richiesta di progetti adeguati ad affrontarlo e di figure che sappiano ideare, realizzare e fi-nanziare tali progetti.

 

Aglaia, come tutte le altre realtà del Terzo Settore, si caratterizza per l’assenza di scopo di lucro, che si traduce nell’obbligo di reinvestire gli utili nelle attività istituzionali, e la natura giuridica privata.

 

Seppur la vera ricchezza del settore non-profit è costituita dalla forza lavoro volontaria, lo sviluppo del settore ha determinato nel tempo una sempre maggiore professionalizzazione del capitale umano impiegato. Oggi il tema della formazione e della crescente professionalizzazione dell’operatore del Terzo Settore è fattore chiave, sia nel determinare il futuro dei soggetti e delle organizzazioni che agiscono a vario titolo nel settore del non-profit, sia nel garantire un’efficacia dell’intervento.

 

Se all’inizio Aglaia era formata da volontari animati da grande spirito solidaristico e buona volontà, oggi si è evoluta realizzando una trasformazione verso competenze sempre più professionali e tarate su standard internazionali, pur mantenendo una forte spinta motivazio-nale fondata su un sogno da realizzare.

Come è cambiata Aglaia nel corso degli anni