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Come nasce Aglaia

..." Fu scelto, per l'associazione, il nome di Aglaia, una delle tre Cariti, antiche divinità greche dispensatrici di gioia e di serenità, raffigurate nel logo ispirato al noto gruppo marmoreo del Canova: le tre dee abbracciate, sulle quali si inserisce il tetto stilizzato, simboleggiano la solidarietà tra il malato, la sua famiglia e gli operatori all'interno delle mura domestiche...."

Nel 1987 Pierluigia Ciucarilli, Fabio Conforti, Marco Fattorini, Elio Giannetti, Lucio Gobbi, Giulia Merini, Maria Rita Sabini e Suor Aloisia Sammartino, un piccolo gruppo di medici, infermieri professionali e comuni cittadini sensibili al proble-ma della sofferenza che spesso accompagna i malati oncologici nella loro ultima fase di vita, iniziano ad impegnarsi volontariamente, nel tempo libero, al di fuori dell’attività lavorativa di ciascuno, nell’assistenza domiciliare al malato terminale ed alla sua famiglia, accompagnandolo fino alla morte ed avendo come obiettivo, non più la guarigione o la lotta contro la malattia, divenuta inarrestabile, bensì il controllo del dolore e degli altri sintomi per la migliore qualità di vita possibile.

 

Si costituisce così un’unità cure palliative continuative domiciliari (UCPD).

 

Quattro anni più tardi, nel 1991, le stesse persone, incorag-giate nella loro attività dagli stessi malati e dalle loro famiglie, decidono di organizzarsi in una associazione di volontariato con lo scopo sia di ricreare la solidarietà umana e sociale in un ambiente spesso disattento alla condizione del malato inguaribile, che di sostenere l’attività degli operatori, perfezio-nandone le conoscenze e formandone di nuovi, diffondendo intorno a loro una rete di interesse e di partecipazione.

 

Nasce così Aglaia, il cui nome viene scelto proprio da una paziente come simbolo di sollievo e serenità